Settantatré repository ospitati da quattro organizzazioni GitHub di Microsoft — Azure, Azure-Samples, Microsoft e MicrosoftDocs — sono stati disattivati dopo essere stati infettati dal worm Miasma, l'ultima e più aggressiva evoluzione di una campagna di attacco alla catena di approvvigionamento del software che da settimane si propaga nell'ecosistema open source.
Come è partito l'attacco
Secondo le ricostruzioni pubblicate, l'infezione ha avuto origine da un commit malevolo caricato sul repository Azure/durabletask attraverso un account di un collaboratore esterno precedentemente compromesso. Da lì il worm si è diffuso autonomamente, replicandosi di repository in repository senza bisogno di ulteriori interventi da parte degli attaccanti — la caratteristica che gli ha fatto guadagnare l'etichetta di "self-replicating".
Miasma è descritto come una variante del worm Mini Shai-Hulud, reso pubblico a metà maggio 2026 dal collettivo che si firma TeamPCP, lo stesso gruppo già responsabile in precedenza di una vasta campagna contro strumenti di sicurezza open source come Trivy, Checkmarx e LiteLLM.
Il bersaglio: gli assistenti di coding basati su IA
L'aspetto più inquietante della campagna è la scelta del vettore d'infezione: il worm inietta nei repository file di configurazione che, una volta che uno sviluppatore apre il progetto con strumenti come Claude Code, Gemini CLI, Cursor o Visual Studio Code, eseguono automaticamente un payload pensato per rubare credenziali. È un cambio di paradigma significativo — gli attaccanti non puntano più soltanto alla pipeline di build, ma all'ambiente di lavoro quotidiano dello sviluppatore, sfruttando la fiducia implicita che si ripone negli strumenti di assistenza alla scrittura del codice.
Una volta in esecuzione, il payload raccoglie in modo sistematico chiavi di accesso ad AWS, Azure e Google Cloud, token di Kubernetes, credenziali npm e GitHub, oltre alle chiavi SSH — tutto materiale che consente movimenti laterali pressoché immediati verso ambienti di produzione e infrastrutture cloud aziendali.
La risposta di Microsoft e GitHub
Microsoft ha reagito disattivando in blocco i 73 repository colpiti per contenere la diffusione, una misura drastica che dà la dimensione della preoccupazione interna. GitHub e i team di sicurezza coinvolti stanno lavorando alla rimozione dei commit malevoli, alla revoca delle credenziali compromesse e alla ricostruzione delle pipeline interessate.
Perché riguarda anche le aziende italiane
Anche se l'episodio ha colpito direttamente le organizzazioni Microsoft su GitHub, le implicazioni sono universali: qualunque azienda che utilizzi dipendenze open source, pipeline CI/CD automatizzate o assistenti di coding basati su intelligenza artificiale è potenzialmente esposta allo stesso schema d'attacco. Le raccomandazioni che emergono dalla vicenda sono chiare: verificare l'integrità delle dipendenze prima di ogni aggiornamento, limitare i permessi degli account contributor, monitorare l'esecuzione di file di configurazione non previsti negli ambienti di sviluppo e — soprattutto — non dare per scontato che un repository ufficiale o ben noto sia per ciò stesso sicuro.
La campagna Miasma conferma una tendenza che gli analisti osservano da mesi: la supply chain del software open source è diventata uno dei terreni di scontro più attivi della cybersicurezza, e gli strumenti pensati per aumentare la produttività degli sviluppatori — inclusa l'intelligenza artificiale generativa — possono trasformarsi essi stessi in superficie d'attacco.