Centosettantadue estensioni nel Chrome Web Store, tutte camuffate da innocui "sfondi animati" per la nuova scheda del browser, si sono rivelate parte di una campagna coordinata di raccolta dati e manipolazione del traffico pubblicitario. A scoprire l'operazione è stato il team di ricerca sulle minacce di Socket, che ha identificato il network e ne ha segnalato l'esistenza a Google.

Come funzionava l'operazione

Le 152 estensioni coinvolte erano distribuite attraverso 38 account publisher distinti sul Chrome Web Store e facevano riferimento a tre infrastrutture backend principali: tabplugins[.]com, yowgames[.]com e chromewallpaper[.]com. Agli utenti venivano presentate come estensioni gratuite per personalizzare la nuova scheda del browser con sfondi animati — un tipo di applicazione molto comune e generalmente percepita come sicura.

La truffa funzionava su due livelli. Il primo, visibile: le schede di ogni estensione nel Web Store dichiaravano esplicitamente che nessun dato dell'utente veniva raccolto. Il secondo, nascosto: la privacy policy esterna degli stessi sviluppatori ammetteva invece di registrare indirizzi IP, dati del provider internet (ISP), contatori di clic e referrer. Una contraddizione evidente tra quanto promesso sullo store e quanto effettivamente scritto nei documenti legali.

Oltre alla raccolta di dati personali, le estensioni svolgevano un'altra attività: generavano traffico di ricerca fittizio su Google, facendo apparire visiti delle pagine come se provenissero da ricerche organiche reali. Questo tipo di manipolazione inquina le metriche di analytics per inserzionisti e piattaforme, e può essere usato per gonfiare artificialmente la visibilità di determinati siti o per vendere spazi pubblicitari in modo fraudolento.

I rischi per gli utenti

In totale, le 152 estensioni avevano accumulato circa 105.000 installazioni prima della rimozione. Per gli utenti che le avevano installate, i rischi concreti includono la profilazione attraverso l'indirizzo IP e il comportamento di navigazione, nonché la possibilità che i dati raccolti siano stati venduti a terzi o usati per campagne pubblicitarie mirate.

Come proteggersi

L'episodio ricorda che il Chrome Web Store, nonostante i controlli di Google, non è immune da estensioni malevole o ingannevoli. Alcune regole pratiche per ridurre il rischio: installare solo estensioni di sviluppatori verificati con una lunga storia di aggiornamenti, leggere le recensioni degli utenti cercando segnali di comportamenti anomali, verificare le autorizzazioni richieste (un'estensione per sfondi non ha motivo di accedere alla cronologia di navigazione), e controllare periodicamente l'elenco delle estensioni installate rimuovendo quelle non più utilizzate. Chi ha installato estensioni riconducibili ai domini citati dovrebbe rimuoverle immediatamente e valutare di cambiare le password degli account cui ha effettuato l'accesso durante il periodo di utilizzo.