Cos'è successo

I ricercatori di Varonis Threat Labs hanno scoperto e descritto SearchLeak, una catena di attacco contro Microsoft 365 Copilot Enterprise che permetteva di sottrarre email, eventi di calendario, file di OneDrive e SharePoint e in alcuni scenari persino codici di autenticazione a due fattori, con un solo click da parte della vittima. La falla è stata registrata come CVE-2026-42824, con gravità massima.

Come funziona la catena d'attacco

L'attacco combina tre tecniche diverse. Innanzitutto un'iniezione di prompt nascosta nei parametri di un link: cliccando il link, la vittima istruisce involontariamente Copilot a effettuare una ricerca su dati interni, come il contenuto di una email o il titolo di un documento. Durante la generazione della risposta, una race condition nel rendering HTML consente a un tag immagine controllato dall'attaccante di essere eseguito prima che le protezioni intervengano. L'indirizzo di quell'immagine, contenente i dati appena estratti, viene poi inviato alla funzione «Cerca per immagine» di Bing, che agisce come canale di uscita capace di eludere le policy di sicurezza dei contenuti (CSP) normalmente pensate per bloccare questo tipo di fughe di dati.

Cosa si poteva sottrarre

Secondo Varonis, la tecnica avrebbe permesso di accedere al contenuto delle caselle di posta, agli eventi di calendario e ai file salvati su OneDrive e SharePoint collegati all'account Microsoft 365 della vittima, oltre a intercettare in alcuni scenari codici MFA recapitati via email.

Stato della correzione

Microsoft ha corretto la falla lato server agli inizi di giugno 2026, prima della divulgazione pubblica: non è richiesta alcuna azione da parte dei clienti. Varonis ha pubblicato solo una proof of concept e non risultano evidenze di sfruttamento reale prima della patch.

Perché conta comunque

SearchLeak è un esempio di come gli assistenti basati su intelligenza artificiale, profondamente integrati con i dati aziendali come email, file e calendari, possano trasformarsi in una nuova superficie di attacco quando tecniche tradizionali come race condition e SSRF si combinano con l'iniezione di istruzioni in linguaggio naturale. Per le aziende che adottano Copilot o assistenti simili, vale la pena seguire gli annunci di sicurezza di Microsoft e limitare, dove possibile, l'indicizzazione di contenuti particolarmente sensibili nei sistemi di ricerca aziendale integrati con l'AI.