Il quadro britannico sulla protezione dei dati continua a evolversi lungo un percorso che si discosta progressivamente dal modello europeo. A partire dal 19 giugno 2026 è entrato in vigore uno dei tasselli più concreti del Data (Use and Access) Act, la riforma che ha ricevuto il Royal Assent il 19 giugno 2025: l'obbligo, per le organizzazioni che trattano dati personali, di dotarsi di una procedura formale per la gestione dei reclami degli interessati.
Cosa cambia con la procedura sui reclami
La nuova disposizione richiede che chi tratta dati metta a disposizione un canale chiaro e strutturato attraverso cui le persone possano presentare lamentele sul trattamento dei propri dati, e che tali reclami vengano gestiti e tracciati secondo un iter definito. L'obiettivo è duplice: rendere più semplice per i cittadini far valere i propri diritti e, allo stesso tempo, alleggerire il carico sull'autorità di controllo, l'ICO, intercettando le contestazioni prima che si trasformino in segnalazioni formali al regolatore.
Una riforma più ampia
L'obbligo sui reclami è solo una parte di un intervento legislativo molto più esteso, le cui disposizioni principali sono entrate in vigore lo scorso 5 febbraio. Il Data (Use and Access) Act introduce una definizione di legge della ricerca scientifica, il concetto di "interessi legittimi riconosciuti" che presume la liceità di alcuni trattamenti, e una revisione dell'approccio britannico ai trasferimenti internazionali di dati. Quest'ultima sostituisce il test di "sostanziale equivalenza" con un nuovo criterio basato su garanzie "non sostanzialmente inferiori" a quelle del Regno Unito, in un'ottica più orientata al rischio e ai risultati.
Perché interessa anche le aziende italiane
Per le imprese italiane ed europee la riforma non è una questione puramente d'oltremanica. Chi offre beni o servizi a residenti nel Regno Unito, o monitora il loro comportamento, può rientrare nell'ambito di applicazione della normativa britannica e dovrà tenere conto delle nuove regole, comprese quelle sulla gestione dei reclami. La divergenza crescente tra GDPR europeo e regime UK rende inoltre più complessa la conformità per chi opera su entrambi i mercati, che si trova a dover presidiare due insiemi di obblighi non più perfettamente allineati.