Il Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) ha approvato un modello comune per la notifica delle violazioni dei dati personali, ora sottoposto a consultazione pubblica. L'iniziativa, a cui partecipa anche il Garante italiano, punta a uniformare le modalità con cui imprese ed enti comunicano un data breach alle diverse Autorità di controllo europee. Il modello è stato licenziato durante la 121ª riunione plenaria dell'EDPB, tenutasi a Bruxelles l'8 e il 9 giugno, dove l'Autorità italiana era rappresentata dalla vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni.

A cosa serve

Oggi le aziende che operano in più Paesi dell'Unione si trovano spesso a gestire formati e procedure di notifica differenti da uno Stato all'altro. Un modello condiviso semplifica la vita a chi deve notificare, perché definisce in modo chiaro e omogeneo le informazioni richieste dall'articolo 33 del GDPR, riducendo il rischio di comunicazioni incomplete o presentate in ritardo. Allo stesso tempo agevola il lavoro delle Autorità, che possono valutare i casi sulla base di una struttura informativa uniforme.

Il progetto guarda inoltre al futuro Single Entry Point (SEP), il sistema informativo pensato per concentrare in un unico punto i diversi obblighi di notifica previsti dalle normative europee. L'idea è che, a regime, un'organizzazione possa assolvere a più adempimenti attraverso un canale unico, evitando la frammentazione che caratterizza l'attuale panorama normativo.

I tempi

La consultazione pubblica sul nuovo modello resterà aperta fino al 5 agosto 2026. Al termine, l'EDPB deciderà le tempistiche per l'adozione pratica dello strumento da parte di tutte le Autorità di protezione dei dati. Per imprese, DPO e consulenti è il momento giusto per esaminare la bozza e, se necessario, far pervenire osservazioni: il modello inciderà concretamente sulle procedure interne di gestione degli incidenti, che dovranno essere allineate al formato condiviso una volta entrato in vigore.