Il quadro della sicurezza informatica in Italia nel primo trimestre del 2026 e in chiaroscuro. Tra gennaio e marzo si sono registrati 1.207 fenomeni tra attacchi, incidenti e violazioni della privacy, in crescita del 40% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il phishing domina la scena

Il phishing si conferma di gran lunga il principale vettore d'attacco, con oltre 700 casi: quasi il triplo rispetto al primo trimestre dell'anno precedente. La tecnica, che punta a ingannare le vittime per indurle a consegnare credenziali o dati sensibili, resta efficace proprio perché fa leva sull'elemento umano più che sulle vulnerabilità tecniche.

A preoccupare e soprattutto il salto di qualità: secondo i dati disponibili, circa il 47% delle aziende italiane ha subito almeno un attacco negli ultimi dodici mesi, e una quota crescente di incidenti vede l'intelligenza artificiale usata a supporto dell'offensiva.

L'IA generativa cambia le regole

L'AI generativa risulta coinvolta in una porzione significativa degli eventi rilevati. Il motivo e semplice: permette di produrre campagne di phishing su scala industriale, con messaggi personalizzati, grammaticalmente corretti e contestualizzati, molto più difficili da distinguere da una comunicazione legittima. Spariscono gli errori di traduzione e i toni grossolani che un tempo facevano scattare il sospetto.

Sul fronte ransomware, le autorità hanno segnalato un interesse crescente di gruppi come Qilin e INC verso le piccole e medie imprese italiane, spesso meno strutturate sul piano difensivo e quindi bersagli appetibili.

La nota positiva

Nonostante l'aumento dei tentativi, alcuni indicatori segnalano un calo degli incidenti andati a buon fine: segno che gli investimenti in prevenzione e formazione iniziano a produrre effetti. La superficie d'attacco cresce, ma cresce anche la capacità di reazione.

Cosa possono fare le imprese

  • Formare il personale a riconoscere i tentativi di phishing, oggi molto più sofisticati.
  • Attivare l'autenticazione a più fattori su tutti gli accessi critici.
  • Mantenere backup offline e testarne periodicamente il ripristino, prima difesa contro il ransomware.
  • Aggiornare tempestivamente sistemi e software per chiudere le vulnerabilità note.

Il messaggio dei dati e chiaro: la minaccia si fa più intensa e più automatizzata, ma resta in larga parte contrastabile con misure di igiene digitale di base, applicate con costanza.