Gli attaccanti stanno sfruttando attivamente una vulnerabilità di Langflow, la popolare piattaforma open source low-code per costruire applicazioni e agenti basati su intelligenza artificiale. La falla, identificata come CVE-2026-5027 (CVSS 8.8), è una path traversal nella funzione di upload dei file che permette di scrivere contenuti in posizioni arbitrarie del filesystem — un passaggio che gli aggressori stanno usando come trampolino verso l'esecuzione di codice remoto senza autenticazione.
Dove sta il problema
Il difetto è nell'endpoint POST /api/v2/files, che non sanifica il parametro filename ricevuto nei dati multipart: inserendo sequenze di risalita (../) nel nome del file, un attaccante può uscire dalla cartella di destinazione prevista e depositare file dove preferisce — per esempio script di avvio, chiavi SSH o componenti dell'applicazione stessa. Da lì, il passo verso l'esecuzione di codice è breve, e in rete circola già un proof of concept pubblico.
Il contesto aggrava il quadro: le scansioni di Censys hanno individuato circa 7.000 istanze Langflow esposte pubblicamente su internet, una superficie d'attacco tutt'altro che teorica. E non è la prima volta che la piattaforma finisce nel mirino: nel corso dell'anno erano già state sfruttate altre falle di Langflow, tra cui la CVE-2026-0770, la CVE-2026-21445 e la CVE-2026-33017, a conferma che gli strumenti di sviluppo AI sono ormai bersagli ricorrenti.
Aggiornare subito alla 1.10.0
La correzione è arrivata con la versione 1.10.0, pubblicata in queste ore: chi usa Langflow dovrebbe aggiornare senza attendere, perché lo sfruttamento è già in corso su istanze non patchate. In attesa dell'aggiornamento, le contromisure ragionevoli sono togliere l'istanza dall'esposizione diretta su internet, metterla dietro VPN o reverse proxy con autenticazione e controllare i log per richieste sospette verso l'endpoint di upload.
C'è una lezione più generale: le piattaforme per costruire applicazioni AI gestiscono spesso chiavi API, credenziali verso modelli e dati aziendali, ma vengono installate con la fretta della sperimentazione e dimenticate esposte. Il censimento di queste istanze dovrebbe entrare nei normali processi di gestione della superficie d'attacco, esattamente come avviene per i server web tradizionali.